lunedì 27 aprile 2009

PROFEZIA MAYA

APOCALISSE 2012

Di Marco Pizzuti

Non è la prima volta che l’umanità comincia a provare un certo timore al sopraggiungere di alcune date indicate a titolo profetico come fatidiche, è già successo ad esempio per l’anno mille e il fenomeno si è ripetuto ancora solo 8 anni or sono (almeno per gli stati che seguono il calendario gregoriano) durante il nostro primo giorno d’ingresso nel terzo millennio. Per il futuro quindi dovremmo poter dormire sonni tranquilli poiché i dati statistici dimostrano che le profezie sulla fine del mondo sono solo chimerici prodotti della fantasia umana. Ciononostante da qualche tempo il giorno 21 dicembre dell’anno 2012 viene sempre più insistentemente indicato da molti come la prossima data di scadenza per imminente arrivo di una catastrofe. Insomma pare proprio che ci risiamo e per rendersene conto basta digitare la parola chiave “apocalisse 2012” su uno dei principali motori di ricerca. Ma siamo veramente alle prese con l’ennesima bufala o questa volta “bolle in pentola” qualcosa di diverso? A ben vedere infatti il 21 dicembre 2012 non è una data partorita dal solito profeta di turno che ha avuto una “ispirazione divina” come è già accaduto in passato, ma è la data di conclusione di un computo matematicamente e astronomicamente perfetto, il calendario maya. Ma prima di poter entrare nel merito della questione sarà necessario stendere qualche breve puntualizzazione.

I calendari Maya

Il popolo maya disponeva di differenti calendari astronomici (come ad es. il calendario di Venere) che ottemperavano ciascuno ad una diversa funzione. Di tutti questi però, solo tre sono particolarmente noti :

1) Lo Tzolkin aveva una durata di 260 giorni ed in quanto considerato sacro veniva utilizzato per la scelta dei giorni in cui svolgere i cerimoniali religiosi;

2) L’Haab aveva una durata di 365 giorni e pur espletando la stessa funzione del nostro attuale calendario era già molto più preciso di esso [1];

3) Il calendario del “lungo computo” veniva utilizzato per cadenzare il tempo della nostra era e aveva una durata di circa 5125 anni .

Ciò premesso, va poi aggiunto che la cultura maya non misurava lo scorrere del tempo seguendo una direzione lineare ma bensì circolare, ovvero suddividendolo in cicli o ere. Ciò derivava dal fatto che i sacerdoti di questo antico popolo ritenevano il cammino della civiltà soggetto a periodiche e prevedibili catastrofi planetarie dovute a particolari configurazioni astronomiche nefaste per l’attività solare che fungerebbero da spartiacque tra la fine di un’era e l’inizio di un’altra. Secondo quest’ultimo calcolo infatti la nostra era iniziò il 13 agosto del 3114 a.C e sarebbe ormai giunta al tempo della fine, terminando esattamente il 21 dicembre 2012.

Alcuni fatti rimasti inspiegabili

Una volta giunti a questo punto però molti staranno cominciando a chiedersi: “Ma perché preoccuparsi? In fondo i maya erano solo un popolo primitivo e superstizioso!”. Pertanto mi affretto a rispondere loro che forse hanno perfettamente ragione ma … eccezion fatta per il calendario religioso è bene sapere che tutti gli altri calendari maya esaminati sino ad ora costituiscono un mistero a causa della loro notevole precisione. Un fatto questo che rende la questione sulla loro vera data d’origine un fatto molto dibattuto nell’ambito della letteratura nota come archeologia eretica (i cui esponenti più celebri sono R. Bauval e G. Hancock). I maya ad esempio, esattamente nello stesso periodo storico in cui non conoscevano ne la ruota ne la bilancia erano già in possesso di nozioni matematiche e astronomiche straordinariamente complesse testimoniate dall’esistenza dei loro antichi calendari. E se da una parte non possiamo verificare cosa accadrà nel 2012 semplicemente perché non possiamo prevedere il futuro, dall’altra, sappiamo per certo che chi realizzò il calendario solare ottenne una precisione superiore a quella da noi conseguita in epoca moderna, che lasciò ai suoi eredi un altrettanto sbalorditivo calendario di Venere e che con il calendario del lungo computo (della durata di ben 5125 anni) fu addirittura in grado di prevedere tutte le eclissi di sole e di luna verificatesi sino ad oggi [2]! Peraltro, fatto ancora più misterioso i maya conoscevano il fenomeno della precessione degli equinozi che il loro calendario dell’anno galattico indicava compiersi in 25625 anni [3]! Come fecero a calcolarlo nessuno è attualmente in grado di dimostrarlo ma una volta accettatolo come un dato di fatto possiamo osare supporre che gli antichi autori dei calendari avessero avuto ragione anche riguardo alla ciclicità dei grandi eventi catastrofici planetari. Non trattandosi quindi solo della solita banale profezia come molti pensano tuttora e riconoscendo ad essi il grado di perizia che gli spetta, è effettivamente più logico immaginare che i veri astronomi ante-litteram che realizzarono questi calendari non fossero in realtà i sacerdoti del popolo Maya (che non conoscevano neppure la ruota) come sostengono gli storici e gli archeologi ortodossi , quanto piuttosto gli scienziati dell’ultima civiltà evoluta che precedette l’inizio della nostra. I maya con ogni probabilità (vista la loro generale condizione di sottosviluppo in tutte le altre scienze) non fecero altro che ereditare il proprio sapere dai loro antenati proprio come vuole la tradizione. Sarà infatti solo una coincidenza, ma gli archeologi fanno risalire l’origine dell’attuale civiltà esattamente in un periodo collocato pochi secoli prima del 3000 a. C., ovvero in una data che corrisponde in modo inquietante al 3114 a. C. indicato dai maya come inizio della nostra attuale era.

Il significato del 2012 secondo l’interpretazione maya

Se qualcuno ha pensato che tutta l’annosa questio sulla “profezia” maya può risolversi nel confronto tra catastrofisti e negazionisti rimarrà piuttosto deluso. Il rompicapo è più complesso di ciò che si può immaginare persino per chi ritiene attendibile (a vario titolo) il calendario maya del lungo computo. La data del 21 dicembre 2012 lascia infatti spazio a molteplici differenti interpretazioni. E ciò in quanto la notte tra il 21 e il 22 dicembre è anche il periodo dell’anno in cui si verifica il solstizio d’inverno, un evento astronomico ciclico caratterizzato dalla minore durata della luce solare in assoluto. Per tale ragione tutti i popoli più antichi lo consideravano un giorno sacro che rappresentava metaforicamente la sconfitta della luce/fonte di vita sulle tenebre/simbolo di morte, ovvero la fine di un ciclo vitale. Trascorsi i tre giorni nei quali il sole sembra sprofondare negli abissi dell’oscurità, le ore di luce tornano nuovamente ad allungarsi. Ecco quindi spiegato il motivo per cui i nostri avi celebravano la nascita di tutte le loro diverse divinità solari proprio il 25 dicembre (Horus, Attis di Frigia, Mitra etc. etc.) ed ecco anche perché il 21 dicembre 2012 potrebbe avere solo un significato metaforico riferito al completamento di un periodo astronomico. In tale occasione però il ciclo a cui potevano avere fatto riferimento i maya (o chi prima di loro) non è ovviamente il solo ordinario solstizio d’inverno quanto la sua coincidenza con il completamento di un altro ciclo, il c.d. anno galattico. Anche quest’ultimo termina infatti proprio il 21 dicembre 2012, data in cui l’asse terrestre avrà percorso un giro completo di circa 26000 anni attorno al proprio centro di rotazione a causa della c.d. precessione degli equinozi. I Maya quindi conoscevano perfettamente anche questo ulteriore e complesso fenomeno astronomico che ritenevano durasse 25625 anni [4] e che avevano denominato appunto “anno galattico”. Esiste tuttavia una lieve differenza di computo tra il periodo di precessione calcolato in epoca moderna e quello stabilito nell’antico calendario, ma ciò è sicuramente dovuto al fatto che la precessione degli equinozi (o anno galattico per i maya) pur essendo un fenomeno ciclico prevedibile è estremamente variabile e irregolare. La sua durata esatta infatti dipende dalla combinazione di molti fattori.

La precessione di una trottola che ruota: l’asse di rotazione descrive la superficie di un cono La terra compie praticamente lo stesso tipo di movimento nello spazio impiegando circa 26.000 anni per effettuare un giro completo.

La Luna e il Sole ad esempio non si trovano sempre nello stesso piano (in quanto si muovono l’una rispetto all’altro) e di conseguenza si vengono a produrre interazioni gravitazionali sulla rotazione terrestre (nutazione) di natura variabile. Tutto chiaro allora? No niente affatto, questa è solo una delle ipotesi perché adesso è il turno dei catastrofisti;

dossier voyager profezia maya

Il sole sotto accusa

I maya non solo avevano diviso la storia del mondo in 5 diverse epoche ma usavano riferirsi a ciascuna di esse associandole al sole in ordine cronologico. E stando quindi alla tradizione maya sarebbe proprio il nostro astro a svolgere sempre il ruolo di protagonista in questi sconvolgimenti ciclici planetari. A tal proposito basti aggiungere che le loro previsioni collocano il periodo storico in cui stiamo vivendo nel quinto e ultimo sole. Di questa associazione se ne sono accorti alcuni studiosi come Adrian G. Gilbert e Maurice M. Cotterrell che hanno svolto approfondite indagini in proposito culminate poi nel dettagliato volume Le profezie dei Maya (edito per l’Italia dalla Corbaccio). Pertanto, secondo gli autori i sacerdoti di questo antico popolo sapevano già migliaia di anni or sono che nel 2012 si sarebbe scatenata una tempesta solare di inaudita violenza che avrebbe determinato la fine della nostra era. Ma una cosa del genere è realmente possibile? Beh stando alle leggi della fisica pare proprio di si…

Inversione dei poli magnetici e olocausti solari

In televisione se ne parla assai poco ma gli scienziati hanno comunque scoperto che i poli magnetici terrestri si invertono ciclicamente nel corso del tempo con conseguenze drammatiche per l’ecosistema globale. La prova ci arriva dall’esame delle rocce ignee risalenti a diverse ere geologiche. Queste ultime infatti, una volta passate dallo stato magmatico a quello solido possiedono la particolare proprietà di conservare “l’impronta” del campo magnetico terrestre presente nel momento del loro raffreddamento. Tale caratteristica ha poi consentito ai geologi di scoprire che il nord e il sud magnetico si invertono ciclicamente [5] passando per fasi intermedie dove le diverse polarità non risultano perfettamente allineate e in cui il globo terrestre è caratterizzato dalla presenza di piccole aree già invertite dal punto di vista dell’orientamento magnetico. Ma mentre vi è consenso unanime del mondo accademico sul fatto che un simile evento si verifichi, esistono poi diverse scuole di pensiero sul quando e come ciò possa avvenire. La maggior parte degli esperti ritiene a tal proposito che l’ultima inversione completa sia avvenuta ben 16 milioni di anni fa mentre solo la minoranza di essi afferma che il fenomeno si può verificare anche con cadenze intorno ai 10.000 anni. E al di là di chi abbia ragione o meno tra i sostenitori delle due teorie, sta di fatto che se l’ultima inversione dei poli fosse realmente avvenuta solo 12.000 anni avremmo scoperto anche la causa dell’ultima glaciazione (c.d. del Pleistocene). Un altro enigma dei geologi riguarda infatti l’inspiegabile incremento dell’attività vulcanica che si manifesta sempre in concomitanza di ogni era glaciale e che potrebbe avere la sua origine proprio nello slittamento dei poli magnetici. Gli scienziati infatti sembrano essere d’accordo almeno su un punto, l’inversione dei poli sviluppa molta energia che finisce per eccitare il magma che scorre sotto la crosta terrestre generando così vulcanismo, terremoti e tsunami che finiscono per abbattersi sulle coste. A quando il prossimo appuntamento? Forse tra breve visto che sono gli esperti dell’autorevole rivista scientifica nature a riportare la notizia [6]. L’analisi dei dati raccolti dai satelliti Oersted confrontati con quelli del Magsat sembra infatti presagire una rivoluzione magnetica imminente [7]. E si è scoperto inoltre che due regioni della Terra (poste rispettivamente nell’Africa meridionale e al Polo Nord) hanno subito enormi variazioni del proprio campo magnetico locale.


immagini dei dati raccolti dal satellite Oersted

“Lo stato attuale del nostro pianeta - affermano Gauthier Hulot e gli altri autori dell’articolo di Nature - assomiglia moltissimo a quelle simulazioni al computer, altamente asimmetriche, che descrivono i periodi di tempo prossimi alla cosiddetta inversione del campo magnetico terrestre. Peraltro, un altro indizio inquietante che sembra avere sempre accompagnato il ribaltamento dei poli magnetici è la diminuzione del campo magnetico terrestre, cosa anche questa regolarmente avvenendo in questi anni [8]. Ma anche ammesso che simili previsioni siano corrette, cosa c’entrano i maya e il sole in tutto questo? Se però stiamo agli indizi offerti dai dati e alla loro interpretazione più apocalittica c’entrano eccome. E ciò in quanto come anzidetto l’attuale situazione dei poli magnetici dimostra che essi sono già in movimento, ovvero nella fase di instabilità che prelude al loro ribaltamento. Per di più proprio per il 2012 è prevista una tempesta solare senza precedenti (il vento solare e le sue particelle cariche perturbano il nostro campo magnetico) [9] che potrà effettivamente manifestarsi come il colpo di grazia dell’attuale equilibrio geomagnetico terrestre [10].

Il vento solare di ordinaria potenza viene schermato dal nostro campo magnetico che riesce a deviarlo verso i poli dove le particelle cariche si manifestano visivamente con il fenomeno delle aurore boreali.

Una immagine dell’aurora boreale

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Ma pur ammettendo possibile se non addirittura probabile un simile scenario, come avrebbero fatto gli antichi a prevederlo in anticipo di migliaia di anni con un calendario?

Forse la risposta ci arriva dalle scoperte fatte dallo scienziato russo Alexei Dmitriev (geofisico all’accademia delle scienze con un curriculum imponente e oltre 300 pubblicazioni all’attivo sulle riviste più autorevoli), il quale ha risolutamente affermato [11] che il recente aumento dell’attività del sole è una conseguenza diretta dell’ingresso del nostro sistema solare all’interno della nube energetica presente in questa zona della galassia. Ma se così fosse, esistono indizi che chi realizzò i calendari maya conoscesse già anche il moto di rotazione del nostro sistema solare intorno al centro della galassia (dinamica descritta perfettamente dall’anno galattico del calendario maya). Solo in tale ipotesi infatti, avrebbe potuto prevedere in anticipo gli eventi catastrofici con tale precisione matematica. Insomma tra tanti misteri rimane solo una certezza, chiunque realizzò quei calendari sapeva il fatto suo… Conclusione? A ognuno la sua ma forse per il 2012 sarà meglio non pagare l’assicurazione della macchina…